Simone Massi

“Scene dentro noi”

Trenta disegni a olio su carta per il primo di una nuova serie di libri editati e prodotti dalla Galleria Tricromia. Un nuovo progetto in controtendenza, per rendere il libro più materico e unico, che rimarca il dissenso verso una fruibilità superficiale. Il Libro d’Artista lo fa l’Artista, e così si è messo a disposizione di quest’ultimo un contenitore, un mezzo, da personalizzare liberamente. L’opera che contiene è un corpo unico e unico è l’esemplare al suo interno.

Simone Massi con i suoi disegni, con le sue animazioni, ci trasporta in un mondo che è suo e che è anche misteriosamente nostro, in cui riesce a mostrarci quello che altrimenti rischiavamo di perdere. Entriamo così, grazie a lui, in un luogo di memorie perdute, di meraviglie lontane, di attimi sospesi, di rivelazioni improvvise, di collegamenti con immagini sognate. Non ci prende per mano, non ci accompagna: piuttosto si permette di sussurrarci che forse abbiamo smarrito qualcosa, che un brandello di memoria potrebbe ricomporre un tassello all’interno del nostro mosaico di sensazioni e di emozioni che portiamo sempre addosso, che guida la nostra vita. Un uomo con il cappello si copre gli occhi con l’avambraccio per difendersi dal sole. Dove l’abbiamo già visto quell’uomo? E quel cappello? Siamo stati noi? E dove eravamo? Simone non era con noi, questo è certo. Eppure lui ha capito, anche in quel disegno, che da quell’immagine, da quell’emozione, nessuno è escluso.

Luca Raffaelli

“Un tempo che misura i luoghi”

si inserisce nel percorso di collaborazione avviato da tempo tra Tricromia e Simone Massi, iniziato con il libro d’artista Scene dentro noi, progetto ispirato al suo universo cinematografico, con prefazione di Luca Raffaelli. Un lavoro compatto e coerente, attraversato da un segno essenziale, intenso e misurato, che restituisce un senso di rigore e concentrazione quasi ascetici.

Un tempo che misura i luoghi, mostra personale di Simone Massi che riunisce 50 disegni a matita e pastelli, restituendo con precisione il lavoro di uno degli autori più significativi dell’animazione d’autore contemporanea.

Illustratore, autore e regista, Massi è riconosciuto a livello internazionale per i suoi cortometraggi pluripremiati e per una ricerca che rappresenta una delle più alte espressioni della tradizione artigianale dell’animazione frame by frame, di cui è oggi tra i più autorevoli continuatori. Il suo segno, preciso e radicale, scava la superficie del foglio dando forma a paesaggi, volti e tensioni emotive di grande forza evocativa.

Alcuni dei suoi disegni sono stati recentemente posti in dialogo con le fotografie di Mario Giacomelli nella mostra Passaggi. Mario Giacomelli e Simone Massi, allestita a Fabriano negli spazi di Zona Conce. Un confronto tra due poetiche accomunate dall’idea di movimento dell’immagine: latente nella fotografia di Giacomelli, incisivo e amplificato nei lavori di Massi

Note biografiche
Simone Massi (Pergola, 1970) è artista, illustratore e autore di cortometraggi di animazione riconosciuto a livello internazionale. Ha ricevuto numerosi premi, tra cui un David di Donatello, quattro Nastri d’Argento e un Premio Ennio Flaiano. È autore delle sigle di tre edizioni della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Nel 2023 ha realizzato il suo primo lungometraggio animato, Invelle, continuando a esplorare una narrazione sospesa tra memoria individuale e collettiva, realtà e visione. Con Tricromia ha pubblicato Scene dentro noi (con prefazione di Luca Raffaelli, 2013).

Un tempo che misura i luoghi si inserisce nel percorso di collaborazione avviato da tempo tra Tricromia e Simone Massi, iniziato con il libro d’artista Scene dentro noi, progetto ispirato al suo universo cinematografico, con prefazione di Luca Raffaelli. Un lavoro compatto e coerente, attraversato da un segno essenziale, intenso e misurato, che restituisce un senso di rigore e concentrazione quasi ascetici.

Le figure contadine, ricorrenti nella sua iconografia, diventano depositarie di memoria e identità. Il tratto scuro e profondo – simile alla grafite o al carbone – è al tempo stesso fluido e ruvido, capace di espandersi, deformarsi e rigenerarsi. Le narrazioni visive si collocano in un tempo che richiama il Novecento, insieme storico e simbolico, attraversato da valori come il lavoro manuale, il rapporto con la terra, il passaggio tra generazioni e la resistenza.