Ahmed Ben Nessib

Il fumetto noir del giovane disegnatore Ahmed Ben Nessib «L’assassino è sempre più confuso», racchiuso in un corpo di lavoro di quaranta tavole, (acrilico su acetato su carta nera), si distingue particolarmente per una potente rivoluzionaria narrazione del disegno.

Si tratta di un’opera introspettiva e solitaria, innovativa per le nuove forme di narrazione e di scrittura.

Il lavoro e il fumetto hanno da subito incontrato l’attenzione di molti artisti e collezionisti.

L’assassino è sempre confuso

acrilici su acetati su carta nera

Queste immagini sono venute all’improvviso mentre stavo realizzando un cortometraggio disegnato a carboncino.

La cadenza che mi chiedeva il disegno animato mi eccedeva e confesso di aver desiderato qualche momento di ricreazione. Ad Urbino ho incontrato Gianluigi Toccafondo. Mi ha proposto di disegnare sui fotogrammi di un film che mi piaceva. Ho pensato a C’era una volta in Anatolia, un film turco di Nuri Bilge Ceylan.

Ho subito sentito qualcosa di famigliare in questi volti maschili turchi, come se gli avessi conosciuti già. Ho provato a disegnarli appoggiandomi ai fotogrammi per scavare nella memoria.

Spalmare questo colore acrilico viscoso era cosi rinfrescante e rilassante che ho accumulato i disegni senza accorgermene. Mentre disegnavo mi sentivo sempre sul punto di ritrovare il nome di una persona dimenticata. Disegnare sopra questi volti era un modo per me di stare in una sensazione di familiarità inesatta, incompiuta.

Ho coperto i visi degli attori con questi volti di acrilico. Non sono più gli attori del film, né i volti dei miei ricordi personali. Queste maschere sono come quelle che il corpo addormentato fabbrica mescolando memoria e vista.

Libri Somari un progetto editoriale di Ahmed Ben Nessib e Samuele Canestrari.

EKART//la tecnica del nuotatore

Ho finito il mio primo cortometraggio di 9 minuti, Ekart nel luglio 2017. Per questo film ho ricevuto il premio Scuola Del Libro ad Animavì, il Festival Internazionale di Cinema d’Animazione Poetico di Simone Massi a Pergola e le Prix de la Jeunesse al festival Ciné Poème di Bezons.

In Novembre 2017, EKART, è stato proiettato a Taipei nella selezione fuori concorso del festival di animazione KDIAF. In dicembre 2018 lo proiettano anche al festival Cineclub dei Piccoli di Palermo.

Ahmed Ben Nessib è nato a Tunisi nel 1992 ed è disegnatore e regista di cortometraggi animati.

I suoi disegni sono stati pubblicati in diversi giornali e riviste tra le quali “Internazionale”, “Lo straniero” e “Cavallino Rivista” di cui è co-fondatore.

Ha studiato animazione all’EMCA di Angoulême e alla scuola del libro di Urbino.

Il suo primo corto metraggio EKART è stato pubblicato nel volume 5 dei Dvd Animazioni, Cortometraggi Italiani Contemporanei, ed è stato premiato in Francia e in Italia.

“Ekart” (disegno animato, carboncino su carta) è molto introspettivo ed è la semplice riflessione di una ragazza che, in una casa allagata, osserva i vetri e trasfigura il suo sguardo.

Con Libri Somari, la casa editrice che ha fondato con Samuele Canestrari, giovane illustratore e regista urbinate, già vincitore di diversi premi, ha pubblicato “Ekart/la tecnica del nuotatore”, suo primo libro a fumetti e «L’assassino è sempre più confuso».

Vive e lavora a Napoli.

Ekart è una storia che ha a che vedere con la memoria, con gli affetti per le persone e per le cose che si legano alle persone che le hanno toccate e alle case e alle per- sone che le hanno abitate.

Ekart è anche un luogo, il luogo abitato dalle storie di chi l’ha vissuto.
Il nero del carboncino evoca come una medium il passato e lo confonde al presen- te. Conosceremo mai la verità? Sapremo mai cosa è successo?
Alla fine restano i ricordi, le immagini che scaturiscono dalle parole scandite come litanie, dai gesti ripetuti fino all’ossessione.
C’è una polvere che aleggia tra le pagine, una polvere simile al fumo e alla fuliggi- ne, nella trama polverosa intravediamo le figure, i corpi, i volti, gli oggetti, persino esseri mitici: un fantastico coniglio antropomorfo!

La mostra è introdotta da una corrispondenza tra Paola Bristot e Ahmed Ben Nessib che si sono scritti a intervalli discontinui nel corso di un’estate.

“Ekart” (disegno animato, carboncino su carta).