Autore e disegnatore del personaggio Fenice, protagonista dell’omonimo fumetto. Le sue opere, realizzate con tecniche diverse, rappresentano la contemporaneità con i suoi tempi simultanei e la sua velocità. Nei suoi quadri ritroviamo paesaggi urbani di città futuribili. Le sue opere sono in mostra permanente al museo di Angoulême e nella Hall 2 della Gare de Lyon.

 Ventisette anni e millecinquecento kilometri separano un graffito al Tufello, borgata romana, e le tele esposte alla Galerie Glénat e Napoléon, o alla Gare de Lyon, a Parigi. Nel mezzo, una sfilza di notti da facchino ai Mercati Generali di via Ostiense e il vuoto di una madre scomparsa, l’anoressia di futuro in una periferia lasciata a se stessa e l’ostinazione di un sogno: la matita. “L’arte mi ha salvato. Se fossi rimasto lì dov’ero avrei avuto il destino segnato. E invece io volevo disegnare, affermarmi, lottare, nonostante le difficoltà”. Virginio Vona, classe 1969, emigrato in Francia a inizi Duemila, per la prima volta torna in patria “in qualità di artista”. A sedici anni dalla partenza oltre confine, l’invito a “La Città Incantata”, il meeting dei disegnatori a Civita di Bagnoregio, è finalmente il riconoscimento nel cortile di casa di una passione antica, riemersa all’improvviso, in una notte sotto il cielo francese dopo un lungo periodo di apnea.

Virginio Vona, dal Tufello a Parigi ‘salvato’ dall’arte: “La Francia mi ha dato una chance, un muro con qualche scala. In Italia era piatto”