Paolo Bacilieri

Bacilieri e oggi

Dall’11 al 30 novembre in mostra le tavole di Barokko e Bob 84

Bob 84 è un noir a fumetti ambientato in Italia che richiama alla memoria i polizieschi anni Ottanta e i manga d’autore. I disegni a matita sono di Paolo Bacilieri, disegnatore di spessore e dallo stile personalissimo sempre in bilico fra una produzione molto “intellettuale” (vedasi il bellissimo Fun) e incursioni nel fumetto popolare.

Ai testi  Vincenzo Filosa, uno dei più talentuosi autori nostrani e grande esperto del fumetto giapponese “alternativo” che ha firmato fra gli altri Viaggio a Tokyo e Cosma e Mito.

Bob Sinatra è un killer a pagamento che si muove attraverso l’”Europa pop” degli anni Ottanta, tra loschi affari e criminalità organizzata. Oltre a nutrire un considerevole interesse per le belle donne e per le auto da corsa, accetta qualsiasi lavoro senza chiedere mai “Perché?”, ma solo “Quanto?”. Come se non bastasse, somiglia anche a un celebre cantante. A dargli filo da torcere c’è il commissario Ventura, che ha fatto della cattura dell’assassino la sua ragione di vita, o forse la sua ossessione.

 

A Paolo Bacilieri piace indagare. Lo fa da sempre con i disegni. Sia quando scrive i suoi fumetti (ad esempio Barokko), sia quando disegna sceneggiature altrui (ad esempio, quella di Vincenzo Filosa per Bob 84). Perché sa che la realtà, se la guardiamo attentamente, può raccontarci molto. E non sa cosa si perde chi ha fretta, chi ha gli occhi abbassati, chi pensa ad altro.

Il Bacilieri della fine degli anni Ottanta e quello di oggi hanno lo stesso sguardo, sempre attento, curioso, attivo, penetrante. Barokko era stato creato nel 1988 per “A Suivre”, la prestigiosa rivista francese di Casterman, dove trovavano spazio alcuni dei maestri assoluti dell’avventura a fumetti. Poi ripubblicato su Comic Art e poi ancora in volume da Black Velvet. E lì, in un formato appena più grande di un Tex, le pagine sono davvero un piccolo mondo zeppo di informazioni. I personaggi hanno il volto segnato dal loro passato, e ogni segno ha qualcosa da dire, gli ambienti sono pieni di oggetti che Paolo ci invita a riconoscere, per attivare circuiti di memoria, reminiscenze empatiche. E poi gli esterni: pubblicità, cartelli, lampioni, nebbie, panchine, architetture. Ogni oggetto ha la sua storia, in un gioco di rimandi, e di approfondimenti senza fine. Il Bacilieri di oggi non è cambiato. Forse mette meno neri e grigi scuri ma la voglia di coinvolgerci è la stessa, e così quella di perdersi e di farci perdere nelle sue tavole. Deve mostrarci la morte di un tecnico del suono negli anni Ottanta a Milano? Intorno al cadavere sparge un’infinità di oggetti che riempiono lo spazio come in una tavola di Jacovitti. Chi ha vissuto quegli anni ritrova i Revox, le custodie delle audiocassette, le cuffie, i nastri, i cavi. Tutto vero, tutto catalogabile. E questo tutto parla a voce alta. E poi, un po’ nascosto (che quasi bisogna andarlo a cercare come nelle vignette della Settimana Enigmistica), videocassette con su scritto Sanremo e Domenica in, e poi riviste giapponesi, e poi la torre Velasca di Milano e poi il Pantheon. Ma ancora di più i corpi, le posture e, di nuovo, i segni sul viso. A Bacilieri non basta l’essenziale, non basta raccontare bene. Sa che certe informazioni sono importanti sia per chi le sa cogliere, sia per il lettore distratto. Tanto i segni della vita (e del suo stile) arrivano. Magari in un secondo tempo, magari mentre stai con gli occhi bassi a pensare ad altro. Però arrivano.

Luca Raffaelli

Le sedici tavole di BAROKKO presenti sul sito sono in vendita come corpo unico. Contattare la galleria per ulteriori informazioni al 3397856006 o info@tricromia.com