Matteo Gubellini

SCOPRITE UNO STRAORDINARIO RACCONTO PER IMMAGINI

UNA NUOVA PUBBLICAZIONE TRICROMIA
I GUSCI
SCRITTO E ILLUSTRATO DA MATTEO GUBELLINI

Una storia delicata e visionaria che attraversa il tema della perdita trasformandolo in un viaggio poetico sull’appartenenza, sull’anima e sui legami invisibili che continuano a unire le persone oltre ogni confine.

Matteo Gubellini è illustratore e autore di libri illustrati.

Fra le sue pubblicazioni: “Se ti prendo” (Sestante), “Un vero leone” (Bohem Press Italia), “Che piacere, signor Babau!” (Bohem Press Italia), “La visita della domenica” (Logos), “Nel cimitero” (Logos), “Dancing” (Logos), “Buzzati” (Logos), “Nessuna differenza!?” (Principi & Principi), “Ho visto passare” (La Memoria del Mondo), “Il ladro di sogni” (La Fragatina),“Concerto” (Curci), “Sotto” romanzo (La Gru), “Cos’hai nella testa , papà?” (Balena Gobba), ect…

Tra i riconoscimenti ottenuti: Primo Premio del concorso d’illustrazione “Illustrissimi” nel 2006; Primo Premio del concorso d’illustrazione “Sulle ali delle farfalle” nella sezione 3/5 anni nel 2008; Primo Premio del concorso d’illustrazione “Strisce di jazz” nel 2011; Primo Premio del concorso d’illustrazione “Sulle ali delle farfalle” nel 2013. Primo Premio al concorso d’illustrazione “La vallata dei libri bambini” nel 2016. Primo Premio al concorso d’illustrazione “Disegni al sole” nel 2016. Selezione finale per l’esposizione di Ilustrarte 2018. Selezione per l’Annual Illustratori 2022.

Dal 2008 tiene spettacoli di narrazione a base di teatro di figura e musica tratti dai suoi libri, corsi e laboratori in giro per l’Italia.

Nel 2017 e nel 2018 è stato docente d’illustrazione e teatro dell’ombra presso l’Istituto Palladio di Verona.

Dal 2022 e’ docente d’illustrazione editoriale e tecniche artistiche presso la Scuola Comics di Brescia.

Tiene corsi di tecniche artistiche presso la Scuola Internazionale d’Illustrazione di Sarmede.

Scrive canzoni e porta in giro il suo repertorio accompagnandosi con la chitarra.

Nel 2020 ha fondato una finta casa editrice, Scomodincanti autoproduzioni, per pubblicare autonomamente alcuni albi illustrati.

Ha fin’ora realizzato “Rurale”, “I suoni rimasti”, “Il trionfo della Morte”, “Visioni di Buzzati”, “Minzy”, “Mare Piatto”, “I capelli coprivano la luna”, “Foglia d’argento”

I gusciil nuovo progetto editoriale scritto e  illustrato da Matteo Gubellini, prende forma come un racconto per immagini essenziale e profondo, costruito attraverso tavole evocative e brevi dialoghi sospesi tra stupore infantile e riflessione filosofica. Il progetto grafico, concepito in formato A4 verticale, affida alle immagini il compito di guidare la narrazione, mentre il testo — minimale, quasi sussurrato — accompagna il lettore dentro una dimensione intima e simbolica.

La storia si apre sulla spiaggia, durante il funerale della nonna. La donna ha espresso il desiderio di essere affidata al mare e, davanti alla bara, il nipote inizia a interrogarsi sul significato di quel contenitore. “È un guscio”, gli spiega la madre. Da questa intuizione nasce un dialogo continuo e sorprendente sul corpo, sull’anima e sulle forme che custodiscono la vita. Il bambino comprende allora che anche il corpo della nonna è un guscio, così come il mare, il cielo e persino l’universo sembrano diventare involucri di qualcosa di più grande e misterioso.

Nel corso del racconto una grande falena bianca — presenza simbolica e guida silenziosa — accompagna madre e figlio in un attraversamento immaginifico che unisce il lutto alla meraviglia.

Tra immersioni marine, fughe da granchi giganti e voli notturni nel cielo stellato,I guscicostruisce una narrazione stratificata e universale, capace di parlare ai bambini e agli adulti con la stessa intensità. Il tema della morte viene affrontato senza retorica, attraverso immagini che trasformano la paura in scoperta e il distacco in continuità.


Anche la copertina dialoga con il senso profondo del libro: la nonna, la figlia e il nipote appaiono abbracciati come scatole cinesi, immersi nella notte stellata. Un’immagine che anticipa il cuore dell’opera: ogni essere contiene ed è contenuto, in una catena infinita di relazioni, memoria e amore.