Lorenzo Mattotti

Lorenzo Mattotti è, indubitabilmente, un illustratore e fumettista italiano di grande rilevanza internazionale.

Ormai da anni Tricromia collabora con l’artista, sia ospitando mostre delle sue opere sia accompagnando la pubblicazione di alcuni suoi libri, prevalentemente in bianco e nero. Infatti la nostra predilezione per le sue opere su carta in bianco e nero, che si tratti di esporle come di editarle, deriva dalla forza che scaturisce dalle poche luci che escono dal buio attraverso i contrasti; questa è la sfida del nero di china: una storia in cui le ombre prendono vita.

Il percorso onirico del 2006, dal titolo Al finire della notte, per il quale la poetica delle opere è stata fissata in una edizione dallo stesso titolo, è un rincorrersi di tavole raffiguranti un uomo, un letto, un immergersi nella notte. Un uomo con la schiena curva nell’atto e nella posa di allacciarsi le scarpe, ha la sensazione che, dietro di sé, il letto su cui era seduto si fosse allargato, ingrandito. Che fosse diventato enorme: una pianura, un mare, un colore; una vasta superficie capace di racchiudere l’intera notte che ha appena passato, con tutti i sogni, gli incubi e, appunto, i misteri.

Anche Appunti sul paesaggio è una pubblicazione che raccoglie le opere esposte nell’omonima mostra, edito da Tricromia nel 2008. Un libro in bianco e nero, stampato in quadricromia con copertina in serigrafia, che fissa ancora una volta la bellezza delle sue chine intense e visionarie.

«Ho amato molto osservare quadri di paesaggi. A partire da Friedrich, passando per gli itineranti, ho sempre avuto un po’ di timore ad affrontare il paesaggio come soggetto. Ho sempre disegnato luoghi che fossero in rapporto con i personaggi e la storia che raccontavo. Solamente durante il mio viaggio in Patagonia mi sono posto il problema di come tradurre le emozioni che vivevo in rapporto a quello spazio e dopo si è fatta sempre più pressante la voglia di disegnare altri paesaggi.

Osservare una valle, una curva, un dosso, albero, ombra, fiume o costa, spesso mi dà un’ emozione “musicale”, una sorta di sentire del paesaggio. Da cosa veramente è costruito questo sentire? Ciò che volevo fissare era uno spazio reinterpretato dal mio sguardo; erano le linee, le curve, le valli e le ombre che sfilavano sotto i miei occhi. Erano le melodie che bisognava disegnare. Erano quelle distorsioni, gli allungamenti, le macchie ritmate che dovevo cercare di imparare a dipingere. Apprendere un alfabeto di curve, contro curve, macchie, linee, tratti grossi, sottili, tratteggiati, che mi permettessero di rappresentare sulla carta tutte le emozioni.

Dovevo tradurre tutta quella musicalità-armonia delle forme attraverso un Solfeggio-Alfabeto personale. Credo, ora, che si possa parlare di “paesaggio in movimento” dove il movimento è quello dell’occhio nel paesaggio. E dunque lo chiamerei “solfeggio dello sguardo o melodie per gli occhi”.

Non sono paesaggi esistenti ma trasposizioni di ricordi vissuti guardando paesaggi reali mescolati al ricordo e digeriti con il gioco dell’immaginario. Dopo la Patagonia questi disegni riguardano altri ricordi di altri paesaggi che vanno dalla campagna francese alla costa toscana, dai paesaggi balinesi alle coste dell’Australia. Il bianco e nero col pennello mi ha forzato a un’estrema sintesi e a una grande spontaneità nella creazione delle forme e degli spazi, cosa che mi ha permesso di non perdermi in altre evocazioni e di cercare un alfabeto di rappresentazione molto semplificato».

 

Appunti sul paesaggio  – inchiostro di china  cm. 40×30

Lorenzo Mattotti Appunti sul paesaggio  - inchiostro di china  cm. 40x30Ho amato molto osservare quadri di paesaggi. A partire da Friedrich, passando per gli itineranti, ho sempre avuto un po’ di timore ad affrontare il paesaggio come soggetto. Ho sempre disegnato luoghi che fossero in rapporto con i personaggi e la storia che raccontavo. Solamente durante il mio viaggio in Patagonia mi sono posto il problema di come tradurre le emozioni che vivevo in rapporto a quello spazio e dopo si è fatta sempre più pressante la voglia di disegnare altri paesaggi.[…]

Così Lorenzo Mattotti introduce il suo lavoro, raccolto nella pubblicazione che prende il nome dalla mostra Appunti sul paesaggio, edito da Tricromia nel 2008. Un libro che ha permesso di fissare la bellezza delle sue chine intense e visionarie.

La stanza  incisioni acquatinta acquaforte

Lorenzo Mattotti La stanza  incisioni acquatinta acquaforte

Nel 2003 la prima avventura nella produzione di una tiratura di incisioni, acquaforte-acquatinta in bianco e nero a cui Lorenzo Mattotti ha partecipato.

Incisione b/n   tiratura 1/100  cartella contenente n. 3 soggetti con in omaggio libro “La Stanza” edizione Tricromi

Al finire della notte  incisione acquatinta acquaforte

Al finire della notte  incisione acquatinta acquaforte

Un uomo, un letto, un’immersione nella notte. In quali sogni è naufragato? Quali sogni ha vissuto in quella pianura, in quel mare, in quel colore?

prima di tre incisioni ad  acquatinta acquaforte, cm 35×50 tiratura da 1 a 100- alcune prove d’artista pubblicate nel 2006 nelle edizioni tricromia “Al finire della notte”

copertina in serigrafia- pagine 80- Euro 14.00

L’esordio di Lorenzo Mattotti è avvenuto, alla fine degli anni Settanta, come autore di fumetti; nei primi anni Ottanta è stato cofondatore, con altri disegnatori, del Gruppo Valvoline. Nel 1984 ha realizzato Fuochi che, accolto come un evento nel mondo del fumetto, ha vinto importanti premi internazionali. Con Incidenti, Signor Spartaco, Doctor Nefasto, L’uomo alla finestra e molti altri libri illustrati, fino a Stigmate, il lavoro di Mattotti si è evoluto secondo una costante di grande coerenza, ma nel segno eclettico di chi sceglie sempre di provarsi nel nuovo.

Dell’autore, Tricromia ha pubblicato anche Il fantasma nella stanza (2002) e La stanza (2004).

È del 2010 la mostra Bacinema, ideata e curata da Tiziana Cino, che ha come tema visionario il bacio nel cinema. Tra i numerosi artisti, Mattotti vi ha partecipato illustrando In the Mood for Love, film del 2000 con Tony Leung e Maggie Cheung, regia di Won Kar-wai. L’omonimo libro, edito da Tricrimia, si avvale della prefazione di Vincenzo Mollica e Ferruccio Giromini.