Roberto Perini

Uno

From the G8 drama to dreams: the “rollers” drawn by Bambi Kramer

“Chronotype, images of a floating time” is a dive into the visionary narrative landscape of Bambi Kramer. The young Roman artist draws on paper rolls, which can then be specially cut and “measured”, transformed into pages or paintings. His works, born and developed in the international underground scene, include works of art, posters, books, performances and the Grow project, a new magazine.
The exhibition, hosted by Tricromia in Rome, is curated by Luca Raffaelli, who writes of her: “What Bambi is an interior flow that he does not want to divert, forge, fortify. Luckily. And so are the rolls, real passages of consciousness, intimate scenery, dream confessions. Bambi agreed to break the indivisible in the pages for the collective volume “Anger”, associating his designs with the terrible facts of the G8 in Genoa. In order to be able to recognize that his emotions, the most hidden and intimate, are also the result of the emotions and indignation of the present. “The Artgallery Tricromia is in via Barchetta 13 (Via Giulia), the exhibition lasts until June 6 (Tuesday-Friday h.15-19 and Saturdays h.10-19).

Repubblica.it, 25 maggio 2017

La personale di UNO dall’8 al 29 giugno “QWERTY” definisce ancora oggi il sistema della tastiera alfanumerica digitale.

QWERTY, il nome dato nell’Ottocento alla tastiera della macchina da scrivere, definisce ancora oggi il sistema della tastiera alfanumerica digitale.

Sembra che il passato e il ponte che getta continuamente verso il presente siano la chiave di questo progetto espositivo dell’artista UNO, che per l’occasione lascia da parte il suo supporto d’elezione, i muri, e sceglie la carta per concentrarsi su un aspetto più intimo e inedito della sua produzione.

 

Nascosto infatti dietro quello che appare come un lineare esercizio di catalogazione di lettere ed elementi grafici sembra celarsi invece un manifesto, uno schema essenziale dei segni e dei riferimenti che fanno parte da sempre della poetica di questo artista

 

La Pop art è il terreno di gioco preferito, con il richiamo continuo alla serialità e all’estetica pubblicitaria, che qui si rivela nella declinazione di ogni singolo tasto in caratteri tipografici e pattern possibilmente infiniti.

 

La componente del gioco è implicita nell’invito a scoprire e decifrare i riferimenti più o meno occulti presenti nelle opere.

 

L’infanzia è la dimensione della sua intera pratica artistica (il lietmotiv del suo lavoro è il volto di una famosa pubblicità di una cioccolata per bambini) e qui prende corpo attraverso la struttura dell’intera mostra che ricorda un abecedario da muro affisso in una prima elementare.

 

La tastiera QWERTY, appendice indispensabile per il nostro rapporto col mondo, diventa il pretesto di cui si serve UNO per comporre un’antologia del proprio alfabeto estetico e stilistico, un alfabeto che sui fogli si scatena come le schermate impazzite di un software.

 

Quello che non è chiaro è se il suo intento sia quello di celebrare o semplicemente farci osservare il suo alfabeto. Di sicuro quello che ci sta chiedendo è di fare un viaggio attraverso tavolozze eccentriche e aeroplanini di carta per lasciarci condurre in uno spazio rassicurante ma al tempo stesso dinamico, che ci parla dell’estetica moderna ma soprattutto degli archetipi su cui si regge, e che come una madeleinetta proustiana apre squarci improvvisi nella nostra memoria emotiva.

QWERTY* è la seconda parte del progetto inaugurato ad Aprile a Bologna e che si conclude a Roma nella galleria Tricromia.
Accanto all’alfabeto UNO mette in mostra i simboli, un secondo ciclo inedito di opere originali che colpiscono per l’incredibile minuziosità nell’uso delle sue tecniche predilette, lo spray e lo stencil.

Jacopo Gonzales