Claudio Bonichi protagonista della lunga stagione della Nuova Metafisica Italiana, è stato uno dei più sensibili interpreti della pittura italiana ed internazionale del ’ 900

Claudio Bonichi è un pittore di prestigio internazionale, in quel ristretto scenario che vede protagonisti, fra gli altri, Lucien Freud. Nato nel 1943 ad Alessandria, è figlio e nipote d’arte (il celebre Scipione della “scuola romana” era suo zio) e padre d’artista (la figlia Benedetta Bonichi). Vive e lavora a Roma.

Durante la sua carriera ha tenuto numerose mostre in Italia e all’estero.

Claudio Bonichi usa solo disegno e pittura. Il grande critico Maurizio Fagiolo dell’Arco osservò che i fondi delle sue tele, che enfatizzano, isolano e quasi inghiottono l’oggetto in primo piano, sono un caso unico nella storia della pittura. Bonichi è pittore di fantasmi, spettri nel senso più puro, revenants che tornano senza essere mai stati presenti, ci visitano da un altrove come clandestini.

Le sue tele, la loro bellezza, quei fondi dipinti colmi di luce trattenuta, terre promesse e imperturbabili, madreperlacee, sono una delle critiche più vigorose e sovversive che si possano rivolgere alla nostra realtà.

Claudio Bonichi protagonista della lunga stagione della Nuova Metafisica Italiana, è stato uno dei più sensibili interpreti della pittura italiana ed internazionale del ‘ 900. Centinaia le sue mostre personali in Italia e all’ estero. Da Parigi a Milano, da Madrid a San Paolo del Brasile il suo universo pittorico ha incantato generazioni di critici, di galleristi, di appassionati. La Francia ha inteso onorarlo nel 2012 con una straordinaria mostra, curata da Marco Bussagli, al Museo di Montparnasse riproponendo l’ itinerario di una grande famiglia di artisti. Dallo zio Scipione (Gino Bonichi), creatore della Scuola Romana di via Cavour, al nonno Eso Peluzzi, alla figlia Benedetta.

I suoi dipinti sono oggi in importanti musei e fondazioni internazionali, oltre che nelle più prestigiose collezioni italiane e internazionali di arte figurativa del ‘900. Hanno scritto della sua arte, tra gli altri, Maurizio Fagiolo dell’ Arco, Luigi Carluccio, Raffaele Carrieri, Baltasar Porcel, Elio Petri, Paolo Levi, Giorgio Soavi Marilena Pasquali e Vittorio Sgarbi.

Tricromia ha presentato la mostra di Claudio Bonichi ed editato il libro dal titolo “Renata allo specchio” nel 2005. Renata esiste. Ne sono certo. Ho creduto di incontrarla a Cipro, a San Paolo, a Barcellona, ad Amburgo, a Roma, dappertutto. Se la vedi la riconosci. Riconosci la sua solitudine irrequieta, la sua fragilità, il suo essere altrove, il fuoco sottile che la accende e la consuma. Renata esiste? Renata è dentro lo specchio. Renata è lo specchio…