Bacinema

Ma come si rappresenta un bacio? Il bacio è un fatto fisico; e un’esperienza tanto sensoriale quanto mentale – il bacio va vissuto in prima persona. Nel bacio bisogna immergersi e sciogliersi senza rete. Il bacio si vive in proprio, non si consuma quello altrui. Eppure anche la rappresentazione del bacio ha una sua storia e una sua geografia, forse quindi una sua ma-tematica. E forse quindi una sua estetica. E forse quindi una sua etica. Rappresentarlo, dunque, si può: si è potuto e ancora si potrà..Ferruccio Giromini

I baci del Grande Schermo della storia del cinema lasciano la pellicola per trasferirsi nelle illustrazioni che 20 artisti internazionali hanno disegnato per BACINEMA, l’inedita collettiva che come descrive Vincenzo Mollica nella prefazione del libro-catalogo della rassegna, ha fermato quel lampo cinematografico con un personale segno grafico. La mostra Bacinema, crasi eloquente del progetto artistico elaborato da Tricromia Artgallery ha riunito i nomi più apprezzati dell’illustrazione mondiale: Lorenzo Mattotti, Franco Matticchio, Sergio Toppi, Josè Munoz, Mauro Cicarè, Manuele Fior, Guido Scarabottolo, Filippo Sassòli, Tanino Liberatore, Pino Borselli, Enrique Breccia, Stefano Casini, Ale+Ale, Jean Claude Gotting, Lele Vianello, Marina Savona, Jaques Loustal Riccardo Mannelli, e Giovanni Robustelli che hanno interpretato singolarmente due opere ispirate dai baci di film come La Dolce Vita, A qualcuno piace caldo, Nostra Signora dei Turchi, Duello al Sole, Colazione da Tiffany, Il lungo sonno, Via col vento, The Big Sleep, il francese Pierrot le fou firmato da Godard, L’Eclisse di Michelangelo Antonioni, Casanova di Fellini, Anna Karenina con una indimenticabile Greta Garbo e il più lungo bacio della celluloide in Notorius.

Le opere degli artisti – continua la curatrice di Bacinema Tiziana Cino, – appaiono in questa occasione come l’interpretazione contemporanea di locandine da film che abbandonano la realtà fotografica per rendere complici linee morbide che flirtano con i colori”.

Il bacio nel Cinema     Vincenzo Mollica

Bella l’idea di Tricromia, galleria che sa far vivere l’arte con limpida passione, di dedicare una mostra al bacio nel cinema invitando gli artisti del mondo del fumetto a far rivivere con la sensibilità delle loro matite le scene dei film che hanno amato. L’ispirazione nasce dal finale di Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore, il risultato è un viaggio sentimentale tra cinema e fumetto. Se poi c’è stato anche un bacio tra queste due arti, la discrezione ci impone di non indagare. Ma è bello pensare al cinema e al fumetto come due innamorati quasi coetanei che s’inseguono, s’incontrano, si lasciano per poi riprendersi in una meravigliosa vita centenaria. La colonna sonora che si adatta perfettamente a questo instancabile innamoramento è una canzone-capolavoro di Ivano Fossati che si intitola: Il bacio sulla bocca.

“Bella

Che c’importa del mondo

Verremo perdonati te lo dico io

Da un bacio sulla bocca un giorno o l’altro”

Tutti i disegnatori coinvolti in questa antologia hanno disegnato da innamorati il lampo cinematografico che ha baciato la loro mente. Manca un solo disegno all’appello di questa mostra, un disegno poetico di Franco Matticchio, che temendo gli strali della Disney ha deciso saggiamente di non pubblicare, ma che si può raccontare. In una vecchia sala cinematografica di provincia sul grande schermo il principe azzurro , bacia Biancaneve. A godersi lo spettacolo, unici spettatori, i sette nani sparsi nella sala avvolti nella loro malinconia per un bacio mai dato.