Claudio Bonichi

Claudio Bonichi

Claudio Bonichi è stato un pittore di prestigio internazionale, in quel ristretto scenario che vede protagonisti, fra gli altri, Lucien Freud.

Nato nel 1943 ad Alessandria, è figlio e nipote d’arte (il celebre Scipione della “scuola romana” era suo zio) e padre d’artista (la figlia è Benedetta Bonichi). Vive e lavora a Roma.

Durante la sua carriera ha tenuto numerose mostre in Italia e all’estero.
Claudio Bonichi usa solo disegno e pittura.  Il grande critico Maurizio Fagiolo dell’Arco osservò che i fondi delle sue tele, che enfatizzano, isolano e quasi inghiottono l’oggetto in primo piano, sono un caso unico nella storia della pittura. Bonichi è pittore di fantasmi, spettri nel senso più puro, revenants che tornano senza essere mai stati presenti, ci visitano da un altrove come clandestini.
Le sue tele, la loro bellezza, quei fondi dipinti colmi di luce trattenuta, terre promesse e imperturbabili, madreperlacee, sono una delle critiche più vigorose e sovversive che si possano rivolgere alla nostra realtà.

L’ARTE DI CLAUDIO BONICHI E DEL MARTINI PERFETTO

Non so come sarei sopravvissuto agli ultimi anni di videocrazia e di «cene eleganti» senza rifugiarmi ogni tanto nella casa-studio a Roma del pittore Claudio Bonichi, affacciata su Largo Argentina, il cui silenzio resisteva allo sferragliare dei tram. La bellezza rigorosa dei suoi quadri colmi di luce e di silenzio era già una critica forte e severa contro la realtà indecente. Non«naturemorte»,ma sìndoni, revenants, nudi di pere e di cocomeri, di uva e di donne (in foto, Giochi nella stanza n. I, 1987), di cenere, di foglie d’autunno, nudi di rose deperibili come i bellissimi corpi, con o senza maschere (protagonista della «Nuova Metafisica», per parlare di Bonichi si evocava De Chirico). Lo spazio della tela bianca era per lui come il set illuminato di un pubblicitario su cui preferiva immortalare una me-la marcia o dei fiori secchi a una collana di Cartier. Nato nel 1943 al centro di una famiglia d’artisti (dal celebre zio Scipione alla figlia Benedetta: non a caso il Musée de Montparnasse a Parigi ha dedicato una mostra alla famiglia Bonichil, intellettuale brillante e dissidente, con gli amici Claudio condivideva il rito calmo del Mar-tini che preparava scrupolosamente -solo Gin, un aroma di Martini Dry nel bicchiere e una bacca di peperoncino. Il Martini perfetto, scriveva Luis Bufluel nell’autobiografia citando San Tommaso, è come la potenza generati-va dello Spirito Santo nell’Immacolata Concezione, che attraversa la Vergine come un raggio di luce solare in una finestra, lasciandola intatta. Nello spazio che fu una volta la Casa della Cultura, dove c’era il cavalletto e si moltiplicavano le tele, un tempo venne esposta la salma di Pier Paolo Pasolini e, un mese fa, per gli intimi, la salma di Claudio Bonichi.

(Beppe Sebaste)

Claudio Bonichi @Tricromia

La galleria Tricromia dell’artista Claudio Bonichi ha presentato la mostra ed editato il libro dal titolo “Renata allo specchio”.

“Renata esiste. Ne sono certo. Ho creduto di incontrarla a Cipro, a San Paolo, a Barcellona, ad Amburgo, a Roma, dappertutto. Se la vedi la riconosci. Riconosci la sua solitudine irrequieta, la sua fragilità, il suo essere altrove, il fuoco sottile che la accende e la consuma. Renata esiste? Renata è dentro lo specchio. Renata è lo specchio…” (Claudio Bonichi)

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