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“Da escludere tassativamente la pericolosa tendenza di giudicare le persone dalla qualità estetica delle loro cravatte”: questa una delle (ironiche) didascalie che Sergio Toppi ha posto alla base delle sue splendide illustrazioni colorate. Toppi commenta gli scritti con la sua straordinaria capacità visionaria, creando innanzitutto uno spazio particolare all'interno del foglio disegnato, all'interno del quale fa convivere gli elementi che commentano, silenziosamente quei consigli, che potrebbe essere davvero utile seguire. Ad esempio: “Escludere tassativamente che il cinema, come settima arte, sia fonte attendibile di verità storiche” viene illustrato con un grasso informe cowboy che stringe nelle sue enormi gambe un secco indiano. E' un'immagine che propone una realtà trasfigurata, usata per raccontare un'idea possibile solo sulla carta.
Sergio Toppi è un maestro del fumetto e dell'illustrazione, uno di quegli artisti che ha saputo plasmare e indicare, con il suo stile, nuovi percorsi d'autore. Particolare è la sua verticalità, l'amore per le vignette grandi (grandi come le illustrazioni di questa mostra) in cui i disegni sembrano rivelarsi nella lettura dall'alto in basso piuttosto che in quella classica da sinistra a destra. Ma non solo: a Toppi piace rivelare e nascondere insieme, quasi che il rapporto con lo sguardo sia dettato dalla rivelazione, dalla sorpresa di riconoscere nei suoi disegni la presenza di una forma che si mostra emergendo improvvisa dal foglio.
Vernissage
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