Eccoli , cinque grandi opere scaturite dall’impressione di grazia e leggerezza sprigionata dalla visione di un vecchio filmato di sedici millimetri girato a Gorizia sulle prime sedute di musicoterapia negli anni di sperimentazioni di Franco Basaglia.

Stefano Ricci è nato nel 1966 a Bologna, dal 2003 vive lavora e insegna ad Amburgo.

Disegnatore, dal 1985 collabora con la stampa periodica e l’editoria in Italia e all’estero (“Frigidaire”, “Per Lui”, “Dolce vita”, “Avvenimenti”, “Linea d’ombra”, “il manifesto”, “Esquire”, “Panorama”, “Tel?ma”, “Extra”, “Glamour”, “HP”, “Follow me”, “Libèration”, “LesInrockuptibles”, “Internazionale”, “Alias”, “Lo Straniero“, “Tèlèrama”, “L’Humanità”, “Bang”, “la Repubblica”, Mondadori, Rizzoli, Einaudi, Salani, E.Elle, L’Ancora, Carocci, Forum, ecc.).
E’ del 1989 la sua prima pubblicazione “Dottori” (Metrolibri), alla quale sono seguiti “Ostaggi nello spazio” (Salani, 1994), “Don Giovanni” (Salani, 1995, selezionato alla BIB, Biennale dell’illustrazione di Bratislava), Il magnifico libro del Signor Tutto (E. Elle, 1995) e “Lamioche” (Edition Demoures, 1999).
La serie di volumi Depositonero raccoglie pressochè la sua intera produzione grafica (Depositonero, centoventidisegni -Mano ed. e Fr?on ?d., 1999-, Depositonero/02 – Depositonero03 -edizioni Tricromia, Roma- e il più recente Depositonero04 -edizione galleria D406 Modena e Cocconino press Bologna.
Per i fumetti, oltre ad alcune storie brevi, ha pubblicato Tufo, su sceneggiatura di Philippe de Pierpont (Granata Press,1994; “Strapazin”, n¡ 34, 1995; Amok, 1996), selezionato nel 1997 per il XXV Festival di Angouleme.
Sempre con Ph. de Pierpont realizza nel 1995 Nina et Lili per il libro collettivo Avoir 20 ans en l’an 2000 (Ed. Autrement; “Mano”, n¡ 1, 1996).
Per il mensile “Glamour”, su sceneggiatura di Gabriella Giandelli, nasce il progetto di Anita, poi raccolto in volume (Kappa ed; Ed. Sinsentido, 1999; avant-verlag, 2001).
Per il libro collettivo Alg?rie, la douleur et le mal (Amok/BD BOUM, 1998) ha scritto e disegnato Safia Yacef. Su “Black” (n¡ 1, 2001) e “Bang!”(n.3,2003)è apparsa l’anticipazione del libro a episodi Identikit, su sceneggiatura di Valerio Evangelisti.Souviens-moi , prologo di un libro di prossima pubblicazione, è stato pubblicato in “L’Humanit?” (n.18131, 2002).v Sempre partendo dal disegno lavora per il teatro: collaborando a Bologna con il Teatro Testoni, la Compagnia di Leo De Berardinis, il Teatro della Polvere, la Compagnia Modica Manchisi, il Centro di Promozione Teatrale ‘La Soffitta’ (di cui ha reealizzato il logo); per la danza: dal 1996 è l’autore di tutti i materiali di accompagnamento ai progetti di Raffaella Girdano e dal la Compagnia Abbondanza Bertoni; e il cinema: con Mario Martone e Giovanni Maderna.
Dal 1994 firma progetti di immagine coordinata e di collane editoriali per le quali è stato selezionato sull’ADI, Design Index 2000, e per il premio Compasso d’Oro 2001.
Con Giovanna Anceschi dal 1995 cura la collana di Edizioni Grafiche di Squadro (Bologna); e nel 1996 insieme fondano la rivista “MANO fumetti scritti disegni”.
Dal 2003 è direttore artistico di “Bianco e nero” rivista del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.
E’ docente del corso di fumetto e grafica contemporanea al D.A.M.S. Gorizia, Università degli Studi di Udine, ed insegna disegno all’Università delle Arti Applicate di Amburgo.
Collabora dall’anno 2002 con la galleria D406 di Modena dove ha tenuto la sua ultima personale italiana nel 2006.
Ed è dello stesso anno la collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione di Modena per la quale ha realizzato diversi disegni per la promozione dei teatri cittadini (Teatro delle Passioni, Teatro Storchi e Vie dei Festivals).
Si ricorda infine la collaborazione di quest’anno con la Biblioteca Delfini di Modena per la quale ha realizzato “otto disegni per un bestiario delfiniano” in occasione della celebrazione del centenario della nascita dello scrittore modenese Antonio Delfini.

A sette anni e fino a quando ho cominciato a vivere disegnando, ho passato molto tempo con i matti. L’estate stavamo in una casa nelle Dolomiti, costruita da un piccolo gruppo di libertari che avevano conosciuto Franco Basaglia a Gorizia. Io non lo sapevo ancora, ma quello che stavamo facendo era la conseguenza di quello che Basaglia aveva immaginato e fatto: la chiusura dei manicomi, il ritorno dei matti nella comunità delle persone». – S. R.

Stefano Ricci ci guida con le sue illustrazioni su carta colorata tra i pazzi che hanno popolato la sua gioventù. Ai ricordi di Gorizia si associano sogni legati a questo periodo, offrendo un racconto che è insieme sociale, politico e intimo. Al libro è allegato un DVD con un documentario di Stefano Ricci fatto con il materiale girato nell’ospedale di Gorizia, proveniente dalla Collezione Osbat Basaglia.