
MARINA SAGONA 
Vernissage MERCOLEDI 20 Aprile ore 18,00
Nei disegni in mostra “La donna al plurale” di Marina Sagona si assiste con grande meraviglia a un esperimento. La poesia torna da dove era venuta, ossia nell’immaginario disegnato. Tutto il corpo del lavoro di Marina è ispirato dalla poesia Cantico dei cantici di Vítezslav Nezval compresa nella raccolta “La donna al plurale” edito da Einaudi.
La donna che amava Vítezslav Nezval aveva addosso una pluralità di vite. E lui la mette in scena in un poema che ha segnato la letteratura mondiale. Per alcuni è la piú bella poesia d’amore mai scritta. Di certo è la poesia che rende maggiormente omaggio all’eterogeneità di un amore, alle mille sfaccettature che un cuore innamorato intravede nel suo sogno sentimentale.
Marina Sagona si cala nella parte di un’artista ceca anni trenta alla perfezione, ne seleziona i versi e disegna creature multiformi, come la donna-pistola che riporta all’incipit degli spari alla cieca, il monogramma misterioso, l’onorificenza scarlatta, l’ortica acquatile, le libellule e le farfalle. E dunque, nel dispiegarne le opere non è un mistero che il brano poetico che ispira Marina Sagona sia un collage di quelle che Ripellino chiama “anticaglie alla Max Ernst”, una lirica in cui le parti di un corpo di ragazza si mutano attraverso un’associazione onirica in chincaglierie, cianfrusaglie, frutti, alberi. Questo procedimento inevitabilmente richiama la pittura dell’Arcimboldo.
Nezval quando esumava la sua donna da una parte del proprio immaginario, la smembrava come se fosse stata una delle rappresentazioni dell’Arcimboldo. Marina Sagona di fatto raccoglie i pezzettini sparsi che Nezval ha smembrato con una cura da aruspice ancestrale e li rimette minuziosamente in sesto per dare loro vita.
Figura dell’Arcimboldo integra, poesia di Nezval che la decompone infine operazione della Sagona di animare i frantumi uno per uno.

Matticchio x Ventiquattro
Domenica 3 aprile dalle h. 11.00 alle 18.00 si inaugura, con la partecipazione dell’autore, l’esposizione “Matticchio x Ventiquattro”
Una mostra degli originali dei disegni fatti da Franco Matticchio per Ventiquattro, il magazine mensile del Sole 24 Ore. Non semplici disegni commissionati per singoli articoli o inchieste ma illustrazioni alle quali era stata affidata la libera interpretazione del tema del mese, che Ventiquattro ha sempre indicato come “fil rouge”, un filo rosso che attraversa ogni numero della rivista e che ha spaziato, negli ultimi anni, dal design all’acqua, all’ecosostenibilità.
Franco Matticchio, classe 1957, è uno dei più discreti artisti italiani, vive a Varese e non ama la luce dei riflettori né le apparizioni televisive: lascia parlare il suo lavoro di illustratore e pittore. I suoi disegni sono stati pubblicati su riviste e quotidiani italiani e stranieri (Linus, Linea d'Ombra, L'Indice, Internazionale, Gioia Casa, Lo Straniero, La Repubblica e molti altri) e nel 1999 ha firmato una copertina del New Yorker, unico magazine al mondo a utilizzare solo illustrazioni per le sue copertine. Matticchio ha inoltre lavorato con numerose case editrici e firmato diverse copertine di libri Garzanti, oltre ad aver pubblicato numerosi libri egli stesso, tra cui ricordiamo Sogni e disegni (1997), Pflip (2000)Trilogia del Signor Ahi (2005), tutti pubblicati da Nuages, ed Esercizi di stile (2006, Einaudi), Il dettaglio ignoto (2005Tricromia), Piovaschi, Pensieri Illustrati, a cura di Giovanna Durì (2007 Dindi Editori). Negli anni 80 Matticchio si è anche dedicato al fumetto e nel 1994 ha realizzato i disegni e lo storyboard per il cartone animato dei titoli di testa del film Il Mostro di Roberto Benigni. Molte anche le mostre, in varie città italiane e un suo quadro è stato scelto per la mostra Arte italiana 1968-2007, curata da Vittorio Sgarbi.
La galleria Tricromia, la quale festeggia i vent’anni di attività, nella centralissima via di Panico è un punto di riferimento in Italia per l’illustrazione e il fumetto, affiancando all’attività espositiva a quella di editore. Tra gli artisti che hanno esposto e pubblicato con Tricromia ci sono Lorenzo Mattotti, José Munoz, Riccardo Mannelli, Stefano Ricci, Loustal.
Sergio Toppi / Tassativamente
Si intitola “Tassativamente”, la mostra di Sergio Toppi che viene inaugurata nei locali della Galleria d'Arte Tricromia, a Roma, Via di Panico 35 (di fronte a Castel Sant'Angelo) fino al 26 marzo.
Autore di presenza costante, con continui prestigiosi riconoscimenti sul fronte del fumetto da poco meno di mezzo secolo, Sergio Toppi - classe 1932 - non necessita di presentazioni: è fra le più rilevanti personalità della illustrazione italiana.
Controprova della sua vena inventiva, la serie di tavole originali che propone con il titolo
di " Tassativamente", vocabolo leit - motiv ricorrente in quasi tutte le lunghe didascalie apposte alle opere.
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