Fellini di segni e di sogni
Présentation du livre avec VITTORIO BOARINI ( directeur Fondation Fellini )
mardi 17 Nov. 17.00 h
Galerie Tricromia BRUXELLES 100 Boulevard Anspach
Presentazione a cura di GOFFREDO FOFI 10 Dic. 17.00 h
Galleria Tricromia ROMA Via di Panico 35 00186

 
 
 

Fellini di segni e di sogni, una preziosa raccolta di disegni inediti pubblicati dalla galleria tricromia scelti unicamente secondo un criterio a fissare e chiarire visualmente una disposizione, una situazione, un carattere, il costume di un certo personaggio, una sensazione; una serie fittissima e inestricabile di rimandi all'opera filmica.
E' sufficiente soffermarsi sulle opere selezionate per questa pubblicazione per avvertire che esse sono autentica espressione di una genialità pittorica, la quale trascende la propria genesi materiale (matita, pastelli, inchiostro, pennarello) per assumere l'aspetto di pittura senza pennello.
E' noto, infatti, che Fellini durante la preparazione dei film disegnava personaggi, costumi, caratteri e ambienti che poi avrebbe portato sul set. Altrettanto noto è che nel corso della lavorazione dei film dava istruzioni ai suoi collaboratori, costumisti e scenografi, disegnando ciò che voleva venisse realizzato (disegni che, prima del Casanova , venivano spesso gettati una volta utilizzati). Ma la funzionalità del disegno all'esecuzione dell'opera cinematografica non contrasta con il fatto che il disegno stesso, sia pure indipendentemente dalle intenzioni dell'autore, finisca per assumere una connotazione estetica.
Infatti, se ci sforziamo di applicare a questi disegni le categorie storiche della critica d'arte, scorgiamo la lezione dell'espressionismo nella sua fase delle figure abnormi, di una realtà deformata e mostruosa. Così come agevolmente si individuano le componenti surrealiste, di un surrealismo che supera i limiti autarchici che avevano caratterizzato la cultura italiana degli anni Trenta, per collegarsi ai modelli europei che fanno riferimento a maestri quali Ernst, Dalì, Brauner e Magritte, per citare solo i più ovvi. Non sembri eccessivo richiamare anche Picasso: lo zoomorfismo di alcune figure femminili (pantere, leopardi, leonesse) unitamente al primitivismo selvaggio del loro sesso cespuglioso, l'allusione ironica al Minotauro nel “maschiaccio” villoso, l'amplesso fra la donna appena delineata e una belva umana pelosa credo possano giustificarlo.
”Lorsque nous, membres de la Fondation Fellini, avons cédé les dessins à cet éditeur de précieux livres d’art – qui les a ici rassemblés – nous avions en tête la grande exposition organisée en 2003 au Guggenheim de New-York pour célébrer les dix ans de la disparition du Maestro. A cette occasion, les dessins furent sélectionnés uniquement selon un critère esthétique, ce qui semblait tout à fait pertinent pour une exposition se tenant dans un des temples universellement reconnus de l’art moderne et contemporain.
C’est ainsi que Fellini, un des plus grands cinéastes du XXème siècle, fut considéré comme un artiste figuratif digne d’entrer au Panthéon des grands peintres, et ce bien qu’il n’ait jamais utilisé de pinceau.”
Benedetta Bonichi
"essays in love"
Bruxelles 13 gennaio 2009
per tutti quelli che volessero venire ecco l'indirizzo :
Tricromia
Boulevard Anspach 98
1000 Bruxelles
Metro : De Brouckère
tel. +32487424880

Il titolo fa riferimento al libro di Alain De Botton “ esercizi d'amore” considerato uno dei viaggi letterari più intriganti nei labirinti del rapporto amoroso.
Benedetta Bonichi con raffinata e pungente ironia, gioca con l'amore e con la morte, immaginando il sesso, d'accordo con Platone, come un tentativo dell'uomo di ricomporre nell'amplesso quell'unità che gli Dei, al tempo di Zeus, per invidia, avevano spezzato, spaccando gli esseri umani in due metà esatte.
Dalla prefazione di Tiziano Scarpa:
Aforismi ispirati dalle immagini di Benedetta Bonichi
“ I loro scheletri crollarono durante l'amplesso. A terra si ammonticchiò una catasta d'ossa che non per questo smise di accoppiarsi. A differenza degli umani di carne che cercavano la fusione orgasmica, i due amanti ossuti raggiunsero tutt'altro tipo di indistinzione. Il loro piacere culminò in una scarica di lucidità, che ridistribuì combinatoriamente le loro ossa: una tibia di lui si saldò a una costola di lei, un'ulna cadde dentro un'orbita, mazzetti di falangi si infilarono negli anelli delle vertebre, le quattro scapole si disposero di taglio, come pinne, fino ad assemblare una specie di animale preistorico, o un batiscafo, forse, un'astronave.”
Benedetta Bonichi
Targa D'argento del Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi per la diffusione dell'Arte Italiana Contemporanea all'Estero. E' nata nel 1968. Ha iniziato ad esporre nel 2002. Espone stabilmente in musei e fondazioni d'Arte Contemporanea a Vienna, Cipro, Parigi, New York, San Paolo del Brasile, Roma, Mosca, Atene, l'Havana etc. e dal 2007 allo spazio Thetis per la Biennale di Venezia, all'Armory Show di New York, al Preview Art Fair di Berlino e alla International Art Show di Miami. Alcune sue opere figurano in pubblicazioni d'arte, scientifiche e d accademiche internazionali e nelle collezioni permanenti di musei tra cui il MAC (San Paolo), il MACRO (Roma), la PHAROS TRUST FOUNDATION (Cipro) e il LAM (La Habana). Hanno scritto di lei: Elza Ajzenberg, Achille Bonito Oliva, Marco Bussagli, Carolyn Carlson, Laura Cherubini, Maurizio di Puolo, Jacopo Etro, Giovanni Faccenda, Flavia Matitti, Marcelle Padovani, Baltasar Porcel, Cesare Biasini Selvaggi, Giorgio Soavi.
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