IL BESTIARIO DI BORGES SECONDO MAURIZIO QUARELLO Pop up unici che aprono le pagine del capolavoro di Jorge Luis Borges, il Manuale di zoologia fantastica. Da un’idea di Giuseppina Frassino, direttrice della Galleria, l’esposizione opere originali create da Maurizio Quarello, pluripremiato artista e illustratore di fama internazionale.

Maurizio Quarello, artista e illustratore di fama europea, nasce nel 1974 a Torino, dove studia disegno grafico, illustrazione e architettura.

Dopo varie esperienze nella pubblicità e nella pittura naturalistica, a partire dal 2004, si dedica all’illustrazione per l’infanzia ottenendo, in quell’anno, il Prix des Mediateurs Figures Futur al Salon de Montreuil e tre primi premi a concorsi nazionali.

Nel 2005 pubblica il primo libro illustrato con l’editore Orecchio Acerbo di Roma, che riceve il premio Primo Voto come miglior albo italiano. Ad oggi i suoi libri sono più di 30, stampati in 19 paesi di 5 continenti, e hanno ricevuto premi e riconoscimenti in Italia, Francia, Spagna, Belgio e Germania (Premio Andersen come migliore illustratore italiano, premio spagnolo Libreter e il Libbylit in Belgio per il miglior albo dell’anno).

Ha esposto in mostre personali e partecipato a mostre collettive in una quindicina di paesi. Tra queste la Mostra degli Illustratori della Fiera di Bologna, Le Immagini della Fantasia di Sarmede, Im Reich der Phantasie in Germania, La vie de château al Salon de Montreuil e Ilustrarte in Portogallo.

Dal 2009 tiene master e corsi d’illustrazione per l’associazione la Fabbrica delle Favole di Macerata e dal 2011 è professore di illustrazione all’Accademia di Belle Arti di Macerata.

Come illustratore, collabora con riviste e quotidiani statunitensi come il Wall Street Journal.

 MANUALE DI ZOOLOGIA FANTASTICA

L’ispirazione del Maestro di M. Quarello

“Jorge Luis Borges, nel prologo al “Manuale di zoologia fantastica” scrive: “Un bambino, lo portano per la prima volta al giardino zoologico. Questo bambino sarà chiunque di noi o, inversamente, noi siamo stati questo bambino e ce ne siamo dimenticati. Nel giardino, in quel terribile giardino, il bambino vede animali viventi che mai aveva visto: vede giaguari, avvoltoi, bisonti, e più strano ancora, giraffe.” Ricordo che da bambino era proprio la voliera degli avvoltoi a affascinarmi di più. Fascino e repulsione. Restavo a osservare quelle strane creature simili a “Arpie maschio” col corpo d’aquila e la testolina calva di uomini vecchi (banchieri, senatori, alti funzionari europei?). Finche il fetore di carne andata a male che aleggiava lì attorno, oppure la mamma, non mi facevano allontanare. Dunque per me questo è un ritorno allo zoo, in questo caso fantastico, ma anche un ritorno all’amato “Manuale” dopo una trentina d’anni. Avrò avuto forse dieci-undici anni quando rimasi così affascinato da questo libro e dalle creature descritte che decisi di illustrarlo tutto e disegnai gli ottantadue mostri di Borges su un quaderno a quadretti, uno per pagina.

Quel quaderno è andato perso in uno dei tanti traslochi, ma l’amore per il “Manuale” e il fascino per le creature fantastiche e mostruose è rimasto e s’è concretizzato in questa serie di trenta tavole. Tavole che ho voluto diventassero pop-up per provare a dar vita a animali che non sono mai vissuti”.