Matteo Pericoli

Matteo Pericoli portrait

Sono trascorsi dieci anni dal giorno in cui mi sono fermato di fronte alla mia finestra nell’Upper West Side e ho notato qualcosa. Ho provato qualcosa: un insopprimibile desiderio di portare via con me quella vista. Erano sette anni che, giorno dopo giorno, guardavo fuori dalla finestra assimilando quella particolare composizione degli edifici, e adesso io e mia mo- glie stavamo per traslocare. Senza che me ne fossi reso conto, quella vista era diventata l’immagine più familiare della città. Era diventata mia. E non l’avrei mai più vista.»
Il giovane architetto e disegnatore Matteo Pericoli, collaboratore dei più prestigiosi periodici in Italia e nei paesi anglosassoni (dal «New York Times» alla «Stampa»), lo ha domandato a cinquanta famosissimi scrittori di tutto il mondo e raccogliendone le singole testimonianze, ha realizzando attraverso il disegno la loro personale “vista dalla finestra”. Ne è nato il libro Finestre sul mondo. 50 scrittori, 50 vedute, pubblicato con grande successo lo scorso anno negli Stati Uniti e ora in prima edizione italiana per la casa editrice EDT, dal 14 maggio in libreria.
Dalle cupole della Istanbul di Orhan Pamuk alla cangiante New Delhi di Rana Dasgupta, dal patio sudafricano di Nadine Gordimer al giardino milanese di Tim Parks, 50 sguardi sul rapporto tra interiorità e visione.
Matteo Pericoli è nato a Milano dove si è laureato alla Facoltà di Architettura del Politecnico. Dal 1995 al 2008 ha vissuto a New York, lavorando come architetto, disegnatore e insegnante, e collaborando con lo studio Richard Meier & Partners. Suoi lavori sono stati pubblicati con regolarità su alcuni dei più prestigiosi periodici americani e internazionali, dal «New York Times» al «Paris Review Daily», dall’«Observer» a «La Stampa». Ha pubblicato numerosi volumi fra cui Manhattan Unfurled (Random House 2001), The City Out My Window: 63 Views on New York (Simon & Schuster 2009) e London Unfurled (Picador 2011). È autore di diversi libri illustrati per ragazzi. Da alcuni anni vive con sua moglie e la loro figlia a Torino dove ha creato il Laboratorio di Architettura Letteraria.