Cronologia delle mostre

A. Parlando proprio di corpo

di Riccardo Mannelli

A day in the life. Un giorno nella vita il ragazzo doppio LennonMcCartney da’ un’accelerata  alla sua schizofrenia diventando il Fab-One assoluto per quattro minuti e mezzo, con una specie di aspirapolvere sinfonico in Mi Maggiore che risucchia il ritmo di uno che legge il giornale e non può frenare la sua risata incredula di fronte alla notizia del tizio che si è spappolato il cervello nell’incidente d’auto davanti a un semaforo… e contemporaneamente spara fuori un altro ritmo che accompagna un risveglio appannato di uno che si ara la testa con un pettine trangugiando una tazza di caffe’ accompagnandola con una fumata e un autobus presi al volo prima di entrare in un sogno aaaaaaah aah aah aah, aah aah aah, aah aah aaaaaaaaaaaaaaaah… Poi il ragazzo doppio dice “sarei felice di farti sballare, sarei felice di eccitarti” prima che un secondo sublime aspirapolvere  ancora più Mi Maggiorato spazzi via tutto risucchiandoti l’anima. Ecco. Hai capito cos’è la spudoratezza, hai capito come due diventa uno. Hai capito perché questo temporaneo ragazzo-doppio abbia spudoratamente incastrato due canzoni l’una nell’altra per fabbricare la macchina  che risucchia l’anima. In queste giornate sordide che si ripetono uguali all’uguale,  intrise di falsi pudori, ipocrisie slabbrate e altre vecchiezze maleodoranti la spudoratezza è lo scarto salvifico, il colpo di reni necessario. C’è da fare ritratti. Vuoi qualcosa di più spudorato di un ritratto? Il ritratto è il gioco del doppio, lo scambio senza pudore. Il due che diventa uno, appunto. Il ritratto è fatto di muscoli e respiro. Al ritratto ci si abbandona. Il ritratto ha bisogno dell’equilibrio precario di un Mi Maggiore tirato all’inverosimile dall’aspirapolvere sinfonico. Non so chi sia A, quando si presenta puntuale a studio. Ha una sincerità disarmante, una tranquillità determinata. E una giovane saggezza corporea. È spudoratamente sana. Si comincia.

Vaghe Isole: viaggio nel mondo illustrato

di Roberto Innocenti

La mostra presentata in galleria nel 2012 accoglie opere originali in una piccola antologica che offre al pubblico, tra l’altro, la straordinaria possibilità di perdersi nelle meravigliose tavole dell’’”Isola del tesoro” di Stevenson – opere straordinarie per la prima volta in vendita. Guardandole, ci si accorge di quanto diverso sia l’occhio dell’illustratore da quello dello spettatore.
Un omaggio al mondo di Roberto Innocenti che senza dubbio rende unica questa esposizione.

Bruno

di Ofra Amit

Un bambino, ebreo. La grossa t esta lo rende incerto e impacciato nei movimenti, il carattere è schivo e introverso. Curioso e attento a ogni cosa che lo circonda, è affascinato dalle eccentriche stravaganze del padre, dalle sue stupefacenti metamorfosi. Lo perderà anzitempo, ma, non volendosene separare del tutto, farà rivivere nei suoi disegni e nei suo scritti la straordinaria capacità paterna di riconoscersi e identificarsi in ogni oggetto, in ogni animale, in ogni persona. Fino a una giornata d’autunno del 1942, quando un ufficiale nazista lo ucciderà per strada, nel ghetto di Drohobycz, una piccola città della Galizia Orientale. Attraverso la scrittura commovente ed essenziale di Nadia Terranova e le suggestive immagini di Ofra Amit, un libro che ci conduce nel mondo fantastico di uno dei più grandi scrittori polacchi, Bruno Shulz, autore di “Le botteghe color cannella”.

Bacinema

I baci cult dello schermo

I baci più sensuali della storia del cinema impressi in 40 illustrazioni create da 20 artisti internazionali, con una prefazione di Vincenzo Mollica. È Bacinema: l’inedita collettiva che con un personale segno grafico ha reinterpretato film come La dolce Vita, A qualcuno piace caldo, Nostra signora dei Turchi, Duello al Sole, Colazione da Tiffany e Anna Karenina con un’indimenticabile Greta Garbo. Non poteva mancare il più lungo bacio della celluloide: quello di Via col vento. Il progetto è voluto da Tricromia Artgallery, che per l’occasione ha riunito i nomi più apprezzati dell’illustrazione mondiale: Lorenzo Mattotti, Franco Matticchio, Sergio Toppi, Josè Munoz, Mauro Cicarè, Manuele Fior, Guido Scarabottolo. E ancora, Filippo Sassòli, Tanino Liberatore, Pino Borselli, Enrique Breccia, Stefano Casini, Ale+Ale, Jean Claude Gotting, Lele Vianello, Marina Savona, Jaques Loustal Riccardo Mannelli, e Giovanni Robustelli. Bella l’idea di Tricromia, galleria che sa far vivere l’arte con limpida passione, di dedicare una mostra al bacio nel cinema invitando gli artisti del mondo del fumetto a far rivivere con  la sensibilità delle loro matite le scene dei film che hanno amato. L’ispirazione nasce dal finale di Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore, il risultato è un viaggio sentimentale tra cinema e fumetto. Se poi c’è stato anche un bacio tra queste due arti, la discrezione ci impone di non indagare. Ma è bello pensare al cinema e al  fumetto come due innamorati quasi coetanei che s’inseguono, s’incontrano, si lasciano per poi riprendersi in una meravigliosa vita centenaria. La colonna sonora che si adatta perfettamente a questo instancabile innamoramento è una canzone-capolavoro di Ivano Fossati che si intitola: Il bacio sulla bocca.

Habana

di Roberto Perini

Habana è il nome della città nella lingua originale. Questo è un omaggio alla città che da vent’anni mi ospita e le mie opere nascono dall’osservazione della vita della città e dalla sua architettura “multistile” nel rapporto con la sua cultura ed i suoi abitanti.

Matticchio x24

di Franco Matticchio

Non semplici disegni commissionati per singoli articoli o inchieste ma illustrazioni alle quali era stata affidata la libera interpretazione del tema del mese, che Ventiquattro ha sempre indicato come “fil rouge”, un filo rosso che attraversa ogni numero della rivista e che ha spaziato, negli ultimi anni, dal design all’acqua, all’ecosostenibilità.

Colazione d’autore

Tricromia compie vent’anni

Tricromia compie vent’anni a colori,e ci auguriamo che ne arrivino altrettanti, affollati di segni, tinte e giovani autori, che scrivano di loro sulle pareti della galleria. Altri che, come gli artisti che la conoscono e la amano, possano augurare i prossimi vent’anni di fantasia a Giuseppina. La galleria Tricromia, la quale festeggia i vent’anni di attività, nella centralissima via di Panico è un punto di riferimento in Italia per l’illustrazione e il fumetto, affiancando all’attività espositiva a quella di editore.

Tassativamente

di Sergio Toppi

La mostra inaugurata nel 2012 nei locali della Galleria d’Arte Tricromia a Roma presenta 20 illustrazioni a colori in grande formato. Toppi è un maestro del fumetto e dell’illustrazione, uno di quegli artisti che ha saputo plasmare e indicare nuovi percorsi d’autore. Particolare è la sua verticalità, l’amore per le vignette grandi, in cui i disegni sembrano rivelarsi nella lettura dall’alto in basso piuttosto che in quella classica da sinistra a destra. Ma non solo: a Toppi piace rivelare e nascondere insieme, quasi che il rapporto con lo sguardo sia dettato dalla sorpresa di riconoscere nei suoi disegni la presenza di una forma che si mostra emergendo improvvisa dal foglio.

Di segni e di sogni

di Federico Fellini

Il libro, un art-book tutto a colori in grande formato raccoglie preziosi disegni di Federico Fellini, così come sono stati esposti nel 2003 al Guggenheim Museum di New York per celebrare i dieci anni dalla scomparsa del Maestro. Prefazione di Vittorio Boarini.

Caffè a colazione, frammenti di diario

di Laura Scarpa

È un diario disegnato a mano, Laura Scarpa, che resta quasi anonima nel suo diario quotidiano, vi mette a disegni la sua vita e quello che le sta attorno. Da cieli nuvolosi a fatti politici, dai matti alle panchine, tutti pezzetti della sua vita. E i sentimenti possono passare attraverso scene di alice nel paese delle meraviglie e di Peter Pan, sempre simboli del presente.

Via Curiel 8

di Mara Cerri e Magda Guidi

Sulle pagine della rivista Lo Straniero, diretta da Goffredo Fofi, il libro viene descritto come un racconto per immagini armonico e speculare Mara Cerri e Magda Guidi hanno realizzato nell’arco di quasi due anni più di 4000 disegni dipinti a mano, in acrilico su carta: di questi sarà in mostra una selezione di più di 100 immagini che compongono il film, disposte in sequenze progressive che svelano e raccontano il movimento dei personaggi.

Bestie rare

di Cristiana Cerretti

Creazioni in cui si identificano animali immaginari, animali inventati, animali artistici, animali fantasticati. Quando si arriva, ci si sente osservati da decine di occhi: occhi stupiti e occhi divertiti per il nostro stupore; occhi sorridenti e occhi sognanti come usciti da una favola. Ed è dalla dimestichezza con le favole, che illustra in colorati libri per bambini, che Cristiana pesca la leggerezza delle sue creature, che arrivano volando, nuotando o saltellando dal mondo della fantasia. Che siano gatti col cappello o coccodrilli con la borsetta (di coccodrillo, of course!), che abbiano ali, becchi o denti aguzzi, è uno bestiario bislacco che ci racconta piccole storie: ognuno è libero d’interpretarle a modo suo.

Altanterapia

di Altan

La satira su vignette si sposta così dalla carta alle tavole, per una esposizione originale e insolita. 103 vignette in bianco e nero e a colori hanno accolto  gli ospiti della mostra Altan Terapia in un viaggio ironico e dissacrante, alla scoperta dei curiosi personaggi anonimi firmati Altan. Per sorridere amaramente e per essere ancora più consapevoli di prima.

Tre corti

di Roberto Catani

In occasione della seconda edizione della Festa Internazionale del Cinema di Roma nel 2010, la galleria Tricromia presenta la mostra “Tre corti”. Una grande mostra dedicata al cortometraggio animato, immagini evocative e disegni dai colori caldi, mossi da un’animazione dai ritmi calmi e posati. In esposizione, tavole originali dei tre cortometraggi realizzati da Catani: “Il pesce rosso” (1995), “La sagra” (1998) e “La funambola” (2002).

Hansel e Gretel

di Lorenzo Mattotti

Buio di pennello, bianco insidioso come un lampo. Piccole sagome, ombre cinesi in cammino. La prospettiva le vuole lontane. Lorenzo Mattotti si dedica ad una delle più gotiche fra le fiabe, irrorando di bianco e di nero le tavole di Hänsel e Gretel nella versione dei Fratelli Grimm.

Tre organismi speciali

di Onze (Stefano Centonze)

Tre colori che si uniscono nel tentativo di rappresentare il mondo. Tre opere per raccontare il fascino del tre- trte artisti che accettano la sfida di condensare il proprio percorso artistico in tre opere realizzate proprio per questo progetto. Alla galleria tricromia si celebra il numero perfetto in tutte le sue sfuggenti sfaccettature.

Je suis l’excessive

di Riccardo Mannelli

Tricromia, un nome, un logo nato intorno ad un concetto chiaro e forte, tre colori che unendosi tra loro possono ricostruire e rappresentare il mondo. Il nome già nella scelta evidentemente comunica una filosofia, un’identità di cui oggi ci si vuole  pienamente  riappropriare lanciando una sfida a se stessa e al gruppo di artisti con cui da anni si rappresenta, quasi come in un viaggio simbiotico. Una coinvolgente sfida artistica in questo caso apre la strada al numero Tre. Là dove per la galleria la sfida è la consapevolezza di proporre un artista che in sole tre opere saprà concentrare e sintetizzare l’estetica e i contenuti del proprio lavoro, la sfida dell’artista sarà realizzare tre opere concepite esclusivamente per questo evento attraverso le quali svelare la piena consapevolezza  creativa racchiusa sì in un piccolo numero ma perfetto per  raccontarne il proprio percorso artistico. Un modo nuovo per riannodare le proposte espositive al nome scelto a suo tempo dalla galleria.

Un giorno smarrito

di Tommaso Cascella

Il libro ‘di carta’ pop up è come una finestra che si affaccia su una dimensione diversa. Aprendo le pagine di un libro pop-up, le immagini si moltiplicano e acquistano spessore a tre dimensioni. Accompagnano così la lettura della narrazione immaginaria, rendendola improvvisamente molto concreta e molto reale. Lentamente le pagine si voltano, si dispiegano, si scoprono ed è così che la pagina animata in rilievo a tre dimensioni “salta su”. Il libro diventa gioco, teatrino, magia, scoperta.

Banchi di nebbia

Scuola di Urbino – Luca Caimmi, Mara Cerri, M. Guidi, V. Petrucci, S. Gutierez, V. Mori, M. Smacchia

Sette fra i più promettenti talenti formati dalla Scuola del Libro di Urbino in mostra. Immagini bianche di nebbia e cupe di sogno, sempre al limite tra reale e visionario, tra ciò che si è appreso sui banchi di scuola e ciò che si è afferrato fuori. “Esiste nonostante tutto, ed esiste per nostra fortuna, un’arte che sa ascoltare la sua età infantile e di tutti, che sa aderire alle sue ansie e ai suoi moti di apertura e di speranza. E che sa interpretarli e trasformarli in immagini e visioni. La simpatia e il calore che comunicano i disegni della “scuola di Urbino” sono un motivo di fiducia, non tutto è nero nel nostro presente e, di conseguenza, forse, nel nostro futuro.” (Goffredo Fofi)

Tempo di instabilità

di Eva Montanari

Nel pomeriggio a partire da domani, per la giornata di mercoledì durante la notte nel fine settimana per il prossimo anno si prevede  sole ardente evitare l’esposizione diretta e senza protezione. Pioggia sui caratteri sparsi con possibile e probabile apertura di ombrelli…

Essays in love

di Benedetta Bonichi

La mostra personale di Benedetta Bonichi è presentata nel 2009 nello spazio espositivo della galleria Tricromia a Roma e successivamente a Bruxelles. Opere di grandi dimensioni il titolo cui fa riferimento al libro di Alain De Botton “Esercizi d’amore”, considerato uno dei viaggi letterari più intriganti nei labirinti del rapporto amoroso. Benedetta Bonichi, con raffinata e pungente ironia, gioca con l’amore e con la morte, immaginando il sesso, d’accordo con Platone, come un tentativo dell’uomo di ricomporre quell’unità che gli Dei, al tempo di Zeus, per invidia, avevano spezzato, spaccando gli esseri umani in due metà esatte.

Fermo Poster

di Massimo Bucchi

In mostra numerosi lavori in digitale scelti tra le ‘finestre di Repubblica’. Sulle pareti un appunto poetico descrive visioni dissacranti, uno sguardo introspettivo dell’artista che meglio traduce emozioni e personaggi del nostro tempo. Massimo Bucchi, disegnatore, vignettista, illustratore e’ presente da sempre sulle pagine d’opinione del quotidiano ‘La Repubblica’ con una rubrica (La finestra sul cortile) e su altre riviste specializzate.

Annotations sur le paysage (Bruxelles)

di Lorenzo Mattotti

Je travaille directement au pinceau sur le feu de la mémoire. Mon dessin réinterprète le paysage. Je cherche à reconstruire une harmonie, à reproduire une partition. Quand on dessine d’après matière ou d’après photo, on ne jouit pas de la même manière du paysage. L’œil est accaparé par le détail. C’est pareil avec la couleur. Le noir et blanc permet de jouir de la structure graphique, de s’approprier le paysage, de se régénérer. Ce que je souhaite, c’est de communiquer la joie que me procure la découverte d’un paysage. C’est ma façon de recréer le monde en mettant dans le dessin mon passé, ma sensibilité, ce que j’aime et ce que je n’aime pas.

Il Pinocchio

di Emanuele Luzzatti

La mostra promossa dalla Galleria Tricromia di Roma nel 2009 ha raccolto circa trente opere che rappresentano la poliedrica attività di Luzzati, da sempre sperimentatore di tecniche innovative di illustrazione. Si passa da tavole realizzate con la tecnica del pastello e del collage, fino ad arrivare ai teatrini per le scenografie del Pinocchio. L’incontro del celebre illustratore, scenografo e costumista Emanuele Luzzati con il famoso burattino è avvenuto solo in tempi recenti, precisamente nel 1991 a Pescia dove Luzzati allestì con lo Teatro della Tosse lo spettacolo Pinocchio in cielo e in terra. Un anno dopo, sempre con lo storico teatro genovese, Luzzati curò la scenografia dello spettacolo Il campo dei miracoli…il sogno di Pinocchio che vinse nel 1995 il Premio Ubu. Insomma, un’esposizione per gli occhi e per il cuore che appassiona tanto a grandi come a piccoli.

Appunti sul paesaggio

di Lorenzo Mattotti

Nel 2010 la galleria Tricromia presenta una nuova mostra di Mattotti. Una collezione di disegni su paessagi che vanno dalla Patagonia alla campagna francese, dalla costa toscana ai paesaggi balinesi o le coste dell’Australia. Non sono paesaggi esistenti, ma trasposizioni di ricordi vissuti guardando paesaggi reali mescolati al ricordo e digeriti con il gioco dell’immaginario. Il bianco e nero col pennello ha obbligato Mattotti ad un’estrema sintesi e ad una grande spontaneità nella creazione delle forme e degli spazi, incontrando un alfabeto di rappresentazione molto semplificato.

Lovstori (Bruxelles)

di Chiara Rapaccini

A cette occasion sera présenté, inédit à Bruxelles le documentaire “Vicino al Colosseo c’è ini etré Monti. Écrit par chiara Rapacccini et rèalisè par Mario Monicelli.

Lovstori

di Chiara Rapaccini

Amori sfortunati, atteggiamenti goffi, timidezze, gaffes, sms mai spediti, dialoghi di innamorati contemporanei, quasi tutti perdenti, ma teneri, autentici e autoironici. RAP racconta la sua LOVSTORI in 100 “santini”, minuscoli acrilici in fila in un interminabile fumetto sugli allegri  disastri del cuore. Un omaggio a Claire Bretécher, una grande artista ironica, un po’ dimenticata che nei suoi disegni parla di amore con ironia e disincanto. La nuova edizione di tricromia è una  preziosa scatolina  che contiene 80 “santini”  da regalare  ad amici, innamorati, da attaccare sui diari, da scambiare come figurine.

La città

di Sergio Toppi

La città splendeva bianca, le sue mura custodivano come uno scrigno tesori di rara bellezza. poi il signore della città veniva da lei sussurrando gentile nella sua lingua sconosciuta. Tutto svaniva con la luce, ma la notte sarebbe tornata presto.25 disegni ad inchiostro di china di Sergio Toppi, in cui la città, sola protagonista, si stende sul foglio bianco in macchie e geroglifici che formano disegni sontuosi e scoprono il volto atavico del luogo che invece si immagina moderno per eccellenza. Sergio Toppi immagina una città totem, nei sui disegni estremamente verticalizzati,  una città sogno, vagheggiata come una dea, e come una dea pronta a ricevere il suo sacrificio di sangue. I disegni a china, col loro bianco e nero complesso, creato da mille tratti, ricco, “pesante”, mostrano un universo parallelo inquietante eppure familiare. Che colpisce occhio e mente. Sergio Toppi si conferma come un altro grande artista italiano che definire disegnatore di fumetti è senz’altro esatto ancorchè riduttivo. La città sirena è una bellissima edizione di Tricromia, che fa parte di collana di libri d’arte illustrati da noti disegnatori e che raggiunge con Sergio Toppi il nono volume.

Quaderno da notte

di Riccardo Mannelli

Le lunghe notti insonni hanno  impreziosito il romanzo dalle delicate  immagini che, prezioso, dispiegato come un racconto silenzioso, la mattina si svela, lascia intuire i sogni onirici imbrigliati in un quaderno da notte. Siamo fatti della stessa stoffa di cui sono fatti i sogni, la nostra breve vita è fatta di sogni. Per Riccardo Mannelli, parafrasando Shakespeare la nostra breve vita è fatta di insonnia, e dunque, nel lungo vagheggiare notturno in stanze pacatamente addormentate, frammenti di visioni insonni si sovrappongono al brusio televisivo, immagini sonnolenti adocchiate velocemente, catturate e  fissate si intrecciano ai rumori concitati del quartiere, strade in subbuglio, suoni, voci, e così la stessa inquieta sonnolenza dell’artista nella notte si anima,  prende vita, si articola in tanti fitti e minuti disegni. Da qui è nata la piccola edizione di “quaderno da notte”.

Sculture

di Vincent Maillard

Ecco il pregio di Vincent. Ci permette di bighellonare concedendoci di vagabondare tranquillamente negli scenari poetici delle sue piccole terracotte, ci introduce in un mondo magico e misterioso con la voglia di scoprirlo. Così a poco a poco siamo immersi in un universo strano, fatto di libri, di carte di giuoco, di farfalle e di campi di neve, di fiori, di fragole, di cavalli e tutti questi oggetti insieme ci raccontano delle storie piene di ironia e di poesia.

La partita

di Mauro Cicarè

Il campo da calcio di un tempo in cui non c’erano le guardie e le perquisizioni e si entrava con le bandiere appese ai bastoni. In quell’ovale attorno al rettangolo verde ci arrivano i tifosi con facce scure, poi un padre col figlio, un altro padre e un altro figlio. È lo stadio dall’alto come un calcio-balilla. E finalmente i primi giocatori in attesa sotto il soffitto di uno spogliatoio da cui pende una lampadina. L’arbitro con la palla in mano e il fischietto in bocca, le formazioni in posa per la fotografia. Il calcio d’inizio dove oltre allo scarpino e alla palla c’è solo l’ombra del padrone del piede. Perché questo è tutto un racconto di ombre di uomini e uomini che stanno in ombra. Un campo di calcio che forse non è nemmeno un campo, ma il quadro di un televisore dove gli sguardi sono quelli di una telecamera.

Dalla scenografia all’illustrazione

di Emanuele Luzzati

La mostra di Roma ha puntato l’attenzione sull’attività di scenografo rivolta al mondo della fiaba.

Attraverso la città

di Jacques De Loustal

La mostra presentata nel 2007 raccoglie una serie di opere a china su carta di grande formato, a partire da disegni molto nitidi a cui il carboncino dà una intensità e una energia  mai incontrata usando altri materiali. In parole di Loustal, “Sono stato architetto e camminare nelle città alla ricerca di paesaggi urbani, trovarli, fotografarli, poi alleggerirli su grandi fogli di carta, infine annerirli, renderli densi come se stessi costruendo quegli edifici, mi procurava momenti pezzi di teatrini, pastelli e incisioni poco noti al grande pubblico e molti inediti.

Centotrentacinque disegni e alcuni ospiti

di Lisa Ponti

Dentro lo standard  (foglio A4, bianco) il minimo riduce l’immenso a distanza fra segni. Punti nel vuoto. Quale vuoto? La mente è capace di tutto. Illimitata. Fra cosmo  e sonno.

Al finire della notte

di Lorenzo Mattotti

Dopo “Fantasma nella stanza” nel 2000 e “La stanza” nel 2003, la galleria Tricromia ha presentato nel 2006 di Lorenzo Mattotti la mostra personale “Al finire della notte”. Esposte 50 opere: pastelli a colori e in bianco e nero, inchiostri su carta da disegno e su carta nepalese e tre soggetti in incisione creati espressamente per la mostra. Una stanza, un letto, un uomo, solo. Immagini silenziose evocatrici di spazi poetici, un racconto intimo legato alla narrazione di una intera notte che volge alla fine. I primi chiarori dell’alba soffusamente lasciano affiorare sogni, affanni, misteri, un’intima speranza sul nuovo giorno che dolcemente declina in una nuova notte. Un letto immenso, un mare azzurro, incredibili colori per appropriarsi della vita.

Beckett

di Tullio Pericoli

La galleria Tricromia ha presentato nel 2006 la mostra dei ritratti di “Beckett”. Quella di Samuel Beckett è, secondo Tullio Pericoli, “la faccia più bella del secolo”. Il suo volto dà l’impressione di essere affiorato da un muro, ma anche di essere un paesaggio e una mappa. I suoi segni si indirizzano al dopo, perché “su quella superficie è ormai accaduto di tutto”. Ogni ritratto, per Pericoli, è un piccolo furto. La trattazione e l’analisi è  condotta a partire da 18 varianti inedite del ritratto di Beckett nel centenario della sua nascita.

La città di K

Gruppo Canicola

Bambini, città, utopia. Disegni e tavole a fumetti di Andrea Bruno, Davide Catania, Giacomo Monti, Giacomo Nanni, Michelangelo Seta, Alessandro Tota, Amanda Vahamaki.

La città

di Mauro Cicarè

“Caro Cicarè, dopo tanto cercare sono riuscito a trovare una porta di ingresso per entrare dentro la città che dipingi, per viverla respirarla, sentirla. È come custodisse l’anima di tutte le città del mondo. Ho  trovato la porta d’ingresso semplicemente quando ho capito che quella che dipingi è la mia città. Tutto mi è familiare, è come se nei notturni che dipingi ci fosse  sempre stato, tutte le ombre mi sono amiche.” (Vincenzo Mollica)

In studio

disegni di Riccardo Mannelli

Riccardo Mannelli in studio: innanzitutto musica. Sempre. Una stanza, il cavalletto, un tavolo su capre pieno di penne bic, matite, tubetti, posacenere con tre o quattro Ms accese, il bianco e nero, il colore, il fumo della persecuzione. Stanze di vita quotidiana, la cui rappresentazione supera l’inferno dell’apparenza. Per scoprire il se stesso in agguato nell’altro.

Borgini è un estremo

di Enzo Borgini – Foto, olii, tempere, incisioni 1970/1974

“Borgini è un estremo. In questi  lavori esplora le foto, usa il disegno come coltello sulle figure.  Traccia i limiti oltre i quali c’è l’abisso. Fissa i paletti grafici della follia. Osserva il limite, basta poco per oltrepassarlo. Noi potremmo essere loro. Le fotografie sono incise dal segno. Risultano scarnificate. I segni  diventano  radiografia, raggi X del dolore. Borgini da queste immagini strappa l’essenza, estrae il mistero, lo guarda  in faccia, lo conosce. Lo fa suo. Come in un rituale. È terapeutico. È pietà.  È compassione. L’equilibrio  passa attraverso la conoscenza. Con l’equilibrio Borgini dipinge immagini consce del loro dramma. Per questo i colori dei ritratti sono dolci, delicati, raffinati e magici. La follia passa attraverso la delicatezza, la sensibilità, la fragilità. Le figure di Borgini sono arcaiche ed isteriche. Disperate ma consapevoli. Antiche e allucinate.  Tutte solitarie. Come solitario è stato il cammino di Enzo.” (Lorenzo Mattotti)

Il dettaglio ignoto

di Franco Matticchio

Sono volti e corpi femminili i protagonisti della mostra di disegni di Franco Matticchio alla galleria Tricromia. Nate da un tratto immediato, spontaneo, rappresentate su fogli di giornali, carta da pacco, carte di tutte le dimensioni, le donne di Matticchio sono forti e tenere insieme: sigaretta tra le labbra e sguardi aggressivi, in punta di piedi dalle unghie smaltate di rosso, dormono, leggono,si coprono il corpo nudo con una rosa, lo mostrano pudiche o minacciose. Sgorgate da un segno di matita, di una biro, o dall’inchiostro di china rivelano più che il fumettista o l’illustratore-spiega Vincenzo Mollica nell’introduzione del raffinato libro d’artista edito dalla galleria – il pittore agisce d’istinto, spinto dalla necessità di visualizzare delle storie.E basta un “dettaglio ignoto” per suggerirea chi guarda l’invenzione di un racconto tutto personale.

Sketchbook/02

di Stefano Ricci

Centoventi disegni su carta cm 48×24, a grafite, pastelli a olio bianco, nero, trasparente, pigmento nero, matita litografica su carta bianca, filo da cucito. Tutte le notti sono buie, questa è tempestosa e quando scoppia il famoso sparo c’è qualcuno, tra i milioni di persone che morivano di sonno, che si accorge finalmente della morte del re. Viveva nel lusso, ma era stecchito da un pezzo, praticamente non si distinguono neanche più i contorni, è evaporato, un muschio. Si può fare la festa. La festa del muschio.

L’arte della necessità

di José Muñoz

Del grande artista argentino la galleria Tricromia ha presentato nel  2003 questa mostra ricca di affascinanti chine in bianco dedicata alla città di Buenos Aires. L’immensa città-porto, le sue periferie e le sue bettole sulle quali è cresciuta un’immensa e affascinante mitologia. Là, al confine tra le tristi avventure dei gauchos e i coltelli dei compadritos, tra città e pampa e non tra “civiltà e barbarie” è cresciuto José Muñoz.